Tra Torino e la Valle d’Aosta si dispiega un territorio collinare dai profili dolci e aperti, punteggiato da una costellazione di piccoli laghi. Troppo spesso osservato distrattamente dal finestrino dell’auto, merita di essere esplorato alla bassa velocità della bici o sulla sua estesa rete di percorsi a piedi, per scoprire un mosaico di paesaggi rurali e ambienti naturali assai diversi, sovente unici e tutelati (dai quattromila del Gran Paradiso alla riviera lacustre del lago di Viverone) e un contesto sociale vivace e accogliente, di piccoli paesi. Qui non si è turisti, ma ospiti.
Il Canavese è abbracciato a ovest dalla dorsale delle Alpi Graie – su cui svettano le Levanne e il Gran Paradiso – e a est dalla barriera della Serra d’Ivrea, la più estesa morena laterale d’Europa, una collina tabulare che si dirama dalla Colma di Mombarone per circa 25 chilometri. Il sistema collinare compreso in questa ampia conca prende il nome di Anfiteatro Morenico di Ivrea, per le sue origini glaciali. Plasmato nel Quaternario dal Ghiacciaio Balteo, è tra le più importanti formazioni geomorfologiche di questo tipo.



Territorio di transito tra il Nord e il Sud del continente da epoca preistorica, il Canavese per secoli è stato attraversato da vie di comunicazione, dalla romana via consolare delle Gallie alla medievale Via Francigena, oggi tornata a essere il più importante itinerario di pellegrinaggio in Italia. Chi ne percorre le tappe canavesane, sulle belle campestri che fiancheggiano i vigneti terrazzati del versante esposto a ovest, compie un viaggio nella storia, attraversando borghi e ricetti medievali, sempre in vista di castelli posti sulle alture a presidio del territorio. Si innesta su questa via storica il Cammino di Oropa, con ben due direttrici: il classico e popolare Cammino della Serra, da Santhià, e il Cammino Canavesano, che unisce il santuario di Belmonte a Oropa.
L’insediamento canavesano è frazionato in una miriade di piccoli e piccolissimi centri, che fanno capo a Ivrea, città antichissima (Eporedia per i romani), snodo sulla Via Francigena nel Medioevo, nota per il suo colorato carnevale, ma anche centro industriale e di innovazione tecnologica, fucina di sperimentazione in campo architettonico e sociale, grazie alla lungimirante visione imprenditoriale di Adriano Olivetti. L’insieme degli edifici destinati alla produzione, a servizi sociali e a scopi residenziali per i dipendenti dell’industria Olivetti è valso l’inserimento di Ivrea, città industriale del XX secolo nella lista del Patrimonio dell’Umanità UNESCO.
Un discorso a parte meritano le valli alpine che gravitano sul Canavese: val Malone, val Gallenca, valle Soana, valle Orco, valle Sacra, Valchiusella. Non si può dire che siano nomi molto noti, nonostante la valle Soana sia l’accesso piemontese al Parco Nazionale del Gran Paradiso. Ma proprio per questo sono spazi montani ancora esenti da fenomeni di turismo di massa, non artefatti. Hanno storie interessanti da raccontare, dalle attività tradizionali dell’alpeggio, alla metallurgia dei “magnin”, esperti calderai, alla prima industrializzazione, alle vicende della guerra partigiana.
Dalla montagna alla collina, paesi e borgate sono tenuti vivi da un diffuso spirito cooperativo e solidale delle comunità locali, formate da autoctoni ma anche da neo residenti, provenienti dalla non distante Torino e anche da più lontano. Ne sono esempio le associazioni che si prendono cura dei territori dei comuni di Borgiallo, con il Sentiero del Blues, che nasce da un festival musicale di respiro internazionale, e di cui potete leggere qui (inserire link), e Corio, con la sua capillare rete di percorsi escursionistici, nata per iniziativa dell’Associazione Sentieri Alta Val Malone ODV, che raccontiamo qui. Dagli anni 80, inoltre, il Canavese ospita Damanhur, una comunità internazionale di ricerca spirituale, ma i cui adepti non disdegnano camminare e praticare tutte le attività sportive della montagna. Se il nome Damanhur della guida ambientale escursionistica di cui potete leggere qui, vi sembra originale, bisogna convenire che è davvero azzeccato.
Per costruire una vacanza slow nel Canavese non sei solo: esiste una rete di piattaforme locali che ti aiuta a orientarti, scegliere e pianificare ogni dettaglio. Qui trovi le risorse più complete e aggiornate da cui partire.
Turismo in Canavese
È il punto di partenza ideale per farsi un’idea del territorio. Il portale del Consorzio Turistico raccoglie l’offerta locale e permette di orientarsi tra servizi, esperienze e contatti, aiutandoti a costruire una prima visione del viaggio.
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OutdoorLand
Se stai cercando percorsi concreti da seguire, qui trovi un archivio molto ricco di itinerari a piedi e in bicicletta, con tracce GPX e informazioni tecniche per pianificare nel dettaglio ogni uscita.
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Parco Nazionale Gran Paradiso
La risorsa ufficiale per chi vuole esplorare il primo parco nazionale italiano in modo consapevole. Offre informazioni aggiornate sulla rete sentieristica e sulle regole da seguire per vivere la montagna nel rispetto dell’ambiente.
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VisitAMI – Anfiteatro Morenico di Ivrea
Un progetto che aiuta a leggere il paesaggio e a collegare tra loro itinerari e luoghi dell’anfiteatro morenico. Particolarmente utile se vuoi costruire un percorso di più giorni, dando continuità al tuo viaggio.
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Turismo Torino e Provincia
Il riferimento istituzionale per approfondire il territorio: mappe, materiali informativi e contatti utili per completare l’organizzazione del tuo soggiorno.
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Canavese Turismo
Uno strumento pratico per gestire la logistica: strutture ricettive, noleggi e servizi, tutto quello che serve per trasformare l’itinerario in un viaggio concreto.
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Raggiungere il Canavese è semplice, ma è una volta arrivati che si scopre il suo vero valore: la possibilità di muoversi con libertà, senza fretta.
Il territorio è ben collegato a Torino e alla Valle d’Aosta lungo l’asse autostradale, mentre in treno la linea Torino–Ivrea–Aosta permette di arrivare comodamente nei principali centri. Per consultare orari e collegamenti puoi fare riferimento a Trenitalia.
Ivrea è il punto di snodo principale per gli spostamenti locali. Da qui partono autobus che raggiungono le valli e i comuni più piccoli, gestiti da operatori come GTT e Arriva Italia.
Combinando treno e autobus puoi costruire itinerari lineari, muovendoti da una tappa all’altra senza dover tornare al punto di partenza. Un modo semplice per vivere il viaggio con più libertà, lasciando che sia il percorso — e non la logistica — a guidarti.
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