La guida escursionistica che ha mappato 36 itinerari in Valchiusella ci svela i percorsi da non perdere, dalle riserve naturali dei Monti Pelati ai silenzi del Vallone del Roc
C’è chi il Canavese lo percorre in macchina, lanciando uno sguardo distratto alle colline dell’Anfiteatro Morenico o alle vette che si intuiscono oltre Ivrea. E poi c’è Muflone, guida escursionistica che in Valchiusella — e non solo — conosce ogni mulattiera, ogni borgatella abbandonata, ogni punto panoramico che toglie il fiato. Un territorio che non si limita ad attraversare, ma che ha sistematicamente mappato, percorso e raccontato.

«La Valchiusella la conosco da cima a fondo», dice senza falsa modestia. «Su quello ti posso raccontare vita, morte e miracoli.»
Non è un’esagerazione: Muflone ha realizzato una mappa completa di 36 itinerari della valle, lavorando su una stampa gigante del territorio e progettando percorsi per tutti i livelli, «la maggior parte sono anelli», precisa. Di questi, 20 sono già pubblicati su Outdooractive all’interno del profilo Canavese Village, fruibili da chiunque voglia esplorare la zona con una traccia GPS affidabile.

Valchiusella: cinque percorsi da non perdere
Quando gli chiediamo di selezionare i migliori itinerari della valle, Muflone non ha dubbi. Parte «dal basso», come ama fare, per arrivare progressivamente alle quote più alte.
I Monti Pelati sono la sua prima scelta, e non è difficile capire perché. Riserva naturale all’ingresso della Valchiusella, «è un luogo bellissimo, particolare, suggestivo e panoramico», dice. Facile da raggiungere, accessibile a tutti — l’anello base è di soli 6 km — è il posto ideale per chi vuole avvicinarsi alla valle senza impegni eccessivi. Un paesaggio lunare e inaspettato, a due passi dalla pianura.
Salendo di quota, l’anello dei laghi di Meugliano e Alice offre una delle esperienze più complete della zona: anche qui ci troviamo all’interno di una riserva naturale, con i due laghi che si rispecchiano tra i boschi e le rocce della media valle.
Il Sentiero delle Anime è, secondo Muflone, «uno dei più famosi e uno dei più belli» della Valchiusella. Un percorso che porta con sé storia, atmosfera e paesaggi di grande suggestione: imperdibile per chi vuole capire l’anima più profonda di questo territorio.
Per chi cerca il belvedere definitivo, la risposta è Cima Bossola: «il punto panoramico più bello che ci sia in valle», senza discussioni. Una salita che ripaga ampiamente con una vista che abbraccia tutta la Valchiusella e, nelle giornate limpide, si apre verso la pianura padana.
Infine, la Via dei Cantoni: una rete di mulattiere che si estende oltre Traversella verso le borgate dell’alta valle. «Sono una meraviglia», dice Muflone, con la stessa semplicità con cui un pittore indica il suo dipinto preferito. Borghi antichi, pietra, silenzio — e la sensazione di percorrere strade che gli abitanti di queste valli hanno calpestato per secoli.

Oltre la Valchiusella: un Canavese da scoprire valle per valle
Il Canavese non è solo Valchiusella. Muflone è convinto che ogni valle meriti attenzione propria, e che la chiave per valorizzare questo territorio sia trattarle una per una, senza omologarle.
Valle Sacra. Piccola, ma ricca di carattere. Il Pian delle Nere è il suo punto di attrazione principale: celebre in maggio per la fioritura dei narcisi — uno spettacolo che richiama escursionisti da tutta la regione — ma bello in ogni stagione. Da lì si può salire verso la Bella Dormiente, per chi ama l’alta montagna. E c’è di più: sono in corso lavori di pulizia su alcuni sentieri del Vallone del Savenca, un valloncello selvaggio che divide la Valle Sacra dalla Valchiusella, con l’obiettivo di creare un collegamento tra le due valli.
Valle Soana. «Una valle molto bella, molto boscata», dice Muflone. Grande abbastanza da offrire percorsi per tutti i gusti, ha in San Besso uno dei suoi punti iconici. Ma è soprattutto il ventaglio di possibilità che la rende interessante: la Valle di Campiglia, il Pian Prato, il Vallone di Forzo — e qui si entra già nel territorio del Parco Nazionale Gran Paradiso.
Valle Orco e il Vallone del Roc. È forse il consiglio più prezioso e meno scontato di Muflone. Mentre tutti conoscono il Col del Nivolet, lui indica una zona «molto meno frequentata» e, proprio per questo, di rara bellezza: il Vallone del Roc, su Noasca. Il percorso principale — il Sentiero delle Borgate Alte — è un anello di circa 22 km che sale da Noasca attraverso borghi ormai abbandonati fino al Gran Piano, a 2.200 metri di quota. Qui si trova una ex palazzina di caccia oggi rifugio non custodito, sistemata con camere e cucina, gestita dall’agenzia South Face Paradise — tre giovani guide ed esperti di promozione turistica del Gran Paradiso e del Canavese. «È una zona dove non ci va praticamente nessuno», racconta Muflone, «e lì puoi vedere volare il gipeto.»

La segnaletica, il nodo da sciogliere
C’è un tema che torna più volte nel racconto di Muflone, e che lui non nasconde: la segnaletica è «un punto dolente di tutto il Canavese». Un problema strutturale che non riguarda solo la qualità dei percorsi in sé, ma la capacità del territorio di accogliere chi arriva per la prima volta senza sapere già dove andare.
Il modello da seguire, per lui, è quello dell’Associazione Sentieri Alta Valmalone di Corio: in 15 anni di lavoro volontario hanno ripristinato 180 km di sentieri, rimesso in piedi ponti crollati, creato una segnaletica «che non ho mai visto da nessun’altra parte» e coinvolto 800 associati. «Se tutti facessero così in ogni valle del Canavese, noi saremmo a posto.»
Un obiettivo ambizioso. Ma chi conosce il territorio come Muflone sa che i passi, uno alla volta, portano sempre dove si vuole arrivare.
Per esplorare gli itinerari di Muflone Maggiociondolo, cerca il profilo Canavese Village su Outdooractive.