I sentieri dell’Alta Val Malone

I sentieri dell’Alta Val Malone

“Ci vorrebbe  probabilmente un sociologo a spiegare l’adesione di circa 850 soci e 60 volontari a un progetto di recupero di sentieri storici, partito da un gruppo di amanti del territorio, nel piccolo comune di Coiro.” 

Così esordisce Mauro Salot, presidente dell’Associazione sentieri alta val Malone ODV, che ci tiene a fare alcune premesse, proprio per spiegare che tipo di territorio sia quello della val Malone, una piccola e poco nota valle alpina in provincia di Torino, cerniera tra le valli di Lanzo e il Canavese, storicamente legata a quest’ultima regione, ma oggi, dal punto di vista amministrativo, aggregata all’Unione dei Comuni delle Valli di Lanzo, Ceronda e Casternone. “Una condizione – sostiene Salot – di “terra di mezzo” per  un territorio, già a suo tempo penalizzato dall’emigrazione che ha di fatto più che dimezzato la popolazione.”

“Chi si avvicina a questa valle non deve aspettarsi il paesaggio pettinato e quindi piuttosto artefatto di molte località turistiche, che hanno una storia diversa: pensiamo al Trentino e all’Alto Adige, o alla Valle d’Aosta, che non hanno mai sperimentato un esodo di queste proporzioni. E forse non si deve nemmeno discutere di turismo per la nostra valle, ma di accoglienza. Non vogliamo attrarre turisti (sovente visti come corpo estraneo, elementi avulsi dal contesto), ma avere ospiti, con cui condividere soprattutto, oltre alle bellezze naturalistiche, paesaggistiche e ambientali, la nostra storia, o meglio le nostre storie. Mettiamo a disposizione i nostri sentieri, le strutture ricettive, le ville storiche, i torrenti e i loro ponti medievali, le trattorie e i rifugi, le botteghe dove comprare i prodotti. E poi c’è il racconto. A ogni sentiero corrisponde una narrazione tratta dalla tradizione orale, dalla storia documentata coniugata alle visioni magiche e oniriche delle leggende trasmesse di generazione in generazione nelle sere invernali trascorse nelle stalle.”

Ma come è stato possibile per una piccola comunità creare una rete sentieristica di 42 percorsi segnati estesa su oltre 200 chilometri, adatta all’escursionista a piedi, alla bici e anche al cavallo? A questa domanda Mauro Salot ripercorre la storia di un progetto di comunità, nato quasi per caso, tra un gruppo di amici.

 “Fu intorno al 2006-2007 che ci rendemmo conto che non era più possibile percorrere la  immensa rete di sentieri e mulattiere che connettevano le circa 220 borgate, frazioni e case sparse che formavano i comuni di Corio (oggi poco più di 3000 abitanti) e Rocca Canavese (circa 1700). Una valle un tempo antropizzata, tanto che a fine Ottocento la popolazione dei due paesi era più del triplo di quella attuale.”

“In quegli anni abbiamo ripristinato i collegamenti tra le borgate principali, in particolare tra Piano Audi e Ritornato, con l’aiuto delle varie associazioni attive nelle frazioni. I sentieri riaperti sono piaciuti e da subito sono stati frequentati. Tutto il lavoro è stato fatto da volontari, senza alcun intervento pubblico, coinvolgendo però la popolazione con un calendario di riunioni di approfondimento sulle tematiche della montagna e del territorio. Incontri sorprendentemente molto partecipati che sono stati la piattaforma progettuale utile a creare il soggetto giuridico che poteva occuparsi in modo strutturato del progetto. Così è nata nel 2015 l’Associazione Sentieri Alta Val Malone ODV, con 45 soci fondatori e un direttivo di 25 persone, in rappresentanza delle principali associazioni e borgate del territorio. La quota associativa serve a finanziare il ripristino e la manutenzione, con circa 7000 ore annuali medie di lavoro, e almeno quattro o cinque squadre attive in campo ogni  settimana. I percorsi sono tutti stati segnalati e riportati in cartografia accurata in collaborazione con Fraternali Editore.

Alla carta dei percorsi, in distribuzione gratuita, si sono unite la carta ad anelli e quella per MTB, più tecniche ed esaustive, molto gradite da camminatori e bikers.

Alla richiesta di un consiglio sui sentieri più significativi, Mauro Salot si schernisce, e forse è davvero difficile discriminare tra le proprie creature, poi qualche suggerimento arriva. Tracce, descrizioni e soprattutto le narrazioni, illustrate anche dai bellissimi disegni di Gianni Chiostri, si trovano sul sito, oltre che sulla cartellonistica installata lungo gli itinerari, tutti perfettamente segnalati. Ecco dunque qualche suggestione per avvicinarsi alla val Malone:

  • Anello “Bune Pere”: un itinerario di 8 km alla scoperta delle cave di pietra, le “losere”, da cui si estraevano materiali lapidei e le lastre (lose) utilizzate per la copertura dei tetti delle case, le buone pietre estratte dal medioevo sino a metà del XX secolo da intere famiglie di “picapere”, abilissimi scalpellini.
  • Percorsi della Resistenza : la val Malone è stata teatro di intensi combattimenti tra il 1944 e il 1945. Un grande lavoro è stato svolto dall’associazione per censire e raccontare gli accadimenti dei memoriali sparsi sul territorio (cippi, croci, lapidi), identificati in cartografia. L’itinerario consente un pellegrinaggio laico della memoria.
  • Anello “Fil e teila”: l’itinerario ricalca il percorso che gli abitanti della val Malone seguivano per approvvigionarsi di filato di canapa nel basso Canavese a beneficio dei circa mille telai domestici presenti in val Malone sino ai primi anni del 900. Le tele  prodotte in valle erano poi destinate ai mercati della pianura, sino a Torino.

Tutte le informazioni sugli itinerari si trovano sul sito, qui

Conclude Mauro Salot: “I nostri obiettivi sono ora connetterci e collaborare con i territori limitrofi, Canavese e valli di Lanzo, e con tutti i comuni posti lungo l’asta fluviale del Malone, dai nostri monti ove nasce, fino a Chivasso dove sfocia nel Po, per offrire una prospettiva di territorio coeso dalle molteplici opportunità. Occorre che le persone che vivono in valle siano consapevoli che la montagna del passato non tornerà, che non serve lamentarsi, e che è necessario riappropriarsi in modo affettivo del proprio territorio. Come recita la homepage del sito, “esiste un angolo di paradiso a 40 minuti da Torino”.

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