L’ADFC — il principale club ciclistico tedesco — ha pubblicato l’analisi sul cicloturismo nel 2025. Un fenomeno che ha coinvolto decine di milioni di persone generando una spesa superiore ai 40 miliardi di euro, e per la prima volta più della metà dei cicloturisti ha pedalato su una e-bike.
La Germania è il primo mercato per il cicloturismo in Europa, e le tendenze tedesche anticipano di qualche anno quello che poi si osserva nel mercato italiano. Vale quindi la pena di leggere i dati per orientare le scelte di chi progetta itinerari o gestisce destinazioni nel nostro Paese.
Quattro segmenti, quattro comportamenti di spesa
L’ADFC distingue quattro segmenti principali, ciascuno con dinamiche proprie:
- I cicloviaggiatori di lunga percorrenza (tre notti o più) sono stati più di 3,3 milioni, con una spesa media di 133 euro al giorno e una spesa complessiva di 4,6-5 miliardi. Chi ha fatto questo tipo di viaggio ha pianificato con molto anticipo. Sono i cicloturisti classici, quelli che seguono le ciclovie strutturate e che danno valore alla qualità certificata dei percorsi.
- I viaggi brevi — una o due notti — hanno coinvolto 4,2 milioni di persone con una spesa media di 144 euro al giorno, la più alta in assoluto tra tutti i segmenti, per una spesa complessiva tra 9,5 e 10,4 miliardi. Chi ha fatto questo tipo di viaggio ha deciso la destinazione con pochissimo anticipo, spesso entro un mese dalla partenza. Risponde a stimoli immediati, a contenuti trovati online nel momento giusto, alle previsioni meteo, a una prenotazione semplice.
- I cicloturisti “con la bicicletta” ovvero i turisti nel 2025 hanno pedalato durante le proprie vacanze senza che la bicicletta fosse il motivo principale del viaggio. E’ il segmento che merita più attenzione e quello che cresce più rapidamente: 12,7 milioni di persone che in media hanno usato la bici per 5,8 giorni su una vacanza di 9,7. Hanno speso 128 euro al giorno a persona, per una spesa complessiva superiore ai 17 miliardi, la quota più alta di tutte. Sono persone che hanno scelto una destinazione per la cultura, il paesaggio, la gastronomia, e poi hanno preso una bici per muoversi: spesso a noleggio (37,4%). Questo segmento è già la spina dorsale economica del cicloturismo tedesco, e nella pianificazione delle destinazioni italiane è ancora largamente ignorato.
- Infine (ma non certo per importanza) le escursioni giornaliere: 34 milioni di persone per 361 milioni di uscite, con una spesa media di 34 euro a testa — quasi interamente in ristorazione e piccoli acquisti locali — per una spesa complessiva di circa 12 miliardi. La piccola cifra giornaliera non deve ingannare: moltiplicata per la vastità del pubblico, produce un flusso che atterra interamente sul territorio.

Il sorpasso delle e-bike
Per la prima volta nella storia della rilevazione ADFC, nel 2025 per la prima volta più della metà dei cicloturisti ha usato una bicicletta a pedalata assistita. Era il 18% nel 2017.
La e-bike non ha portato i cicloturisti a percorrere distanze maggiori, ma a pedalare con più calma: chi ha usato la e-bike ha percorso in media 60,3 chilometri al giorno, contro i 66,9 di chi ha usato la bici muscolare. I motivi dichiarati per la scelta sono, nell’ordine: affrontare percorsi più impegnativi, stare al passo con il gruppo, riscoprire il piacere di pedalare.
La pedalata assistita ha abbassato la soglia di accesso al cicloturismo per persone più anziane, meno allenate, o semplicemente desiderose di un’esperienza meno faticosa — allargando il pubblico potenziale in modo significativo.
Per chi progetta servizi lungo gli itinerari questo cambia alcune priorità concrete. I sistemi di noleggio di e-bike devono funzionare in modo integrato con l’alloggio e con la logistica del viaggio: per gli itinerari lineari — quelli che seguono un fiume, una costa, una valle — servono il trasporto dei bagagli tra una tappa e l’altra e il recupero della bici al punto di arrivo. Sono servizi che in Germania vengono ormai dati per scontati dai cicloturisti più esperti, e che in Italia mancano ancora su gran parte dei percorsi.
Cosa frena chi non ha ancora deciso di viaggiare in bici
I dati ADFC identificano con precisione le barriere che hanno impedito ai potenziali cicloturisti di muoversi. La prima è la dipendenza dalle condizioni meteo, citata dal 31,4% di chi non ha pedalato in vacanza negli ultimi tre anni. Terzo posto per la difficoltà di raggiungere il punto di partenza con la propria bicicletta, 26,3%. Tra chi ha trovato i viaggi in bicicletta troppo faticosi, il 41,5% ha citato il caldo estivo come causa.
La domanda potenziale è ancora enorme, tra i turisti tedeschi che negli ultimi tre anni non hanno fatto alcun viaggio in bicicletta, la metà dichiara che potrebbe farlo in futuro.

Il potenziale dell’Italia, e come possiamo concretizzarlo
Nei viaggi di tre o più notti, l’Italia è la seconda destinazione estera scelta dai cicloturisti tedeschi con il 25,9% delle preferenze, dietro solo all’Austria.
Nelle “vacanze con la bicicletta”, in cui la bici non è l’obiettivo del viaggio, l’Italia è seconda dopo l’Olanda con il 20%.
Secondo le rilevazioni ISNART-Legambiente del 2025, la spesa generata dal cicloturismo in Italia nel 2025 è stata di circa 6 miliardi di euro. Il cicloturismo tedesco, da solo, ne ha generati più di 40. Il divario non è solo strutturale: riguarda anche una domanda non ancora intercettata.
Come possiamo diventare più attrattivi per il pubblico tedesco, ma anche trarre insegnamenti utili per intercettare la domanda (potenziale e latente) italiana? I dati ADFC 2025 indicano alcune direzioni precise per chi costruisce destinazioni cicloturistiche.
Il segmento dei viaggi brevi ha la spesa giornaliera più alta e la pianificazione più ravvicinata: per intercettarlo servono prenotabilità immediata, informazioni chiare online, e noleggio e-bike integrato con l’alloggio. Chi decide il venerdì di partire il sabato mattina deve trovare tutto pronto senza passaggi complicati.
Il segmento dei turisti che pedalano senza che la bici sia il motivo principale della vacanza è già il più grande per volume di spesa, e in Italia è quasi ignorato come target specifico. Ogni destinazione turistica — non solo quelle esplicitamente “bike friendly” — dovrebbe chiedersi come rendere disponibile e-bike di qualità a chi sceglie una destinazione per altri motivi e vuole usare la bicicletta per scoprire il territorio.
Per gli itinerari lineari il servizio di trasporto bagagli e di recupero della bici è una condizione fondamentale, non un optional.
La e-bike ha ampliato il pubblico verso persone che cercano percorsi che valorizzino la sosta, il paesaggio, l’enogastronomia più che il chilometraggio: la comunicazione degli itinerari deve adeguarsi, con meno dati tecnici e più indicazioni su cosa si incontra lungo il percorso.
Il clima favorevole del centro e del sud Italia in primavera, autunno e parte dell’inverno è una risorsa competitiva concreta rispetto al mercato tedesco, non una caratteristica ovvia. Va comunicata come tale, con proposte strutturate e prenotabili, rivolte a un pubblico abituato al freddo, che soffre in caldo eccessivo e che da noi, nelle stagioni giuste, troverebbe condizioni ideali.



