I cammini italiani nel 2025 superano quota 300 mila viandanti e generano oltre 336 milioni di euro di impatto economico complessivo. I dati presentati da Terre di Mezzo Editore a marzo 2026, durante Fa’ la cosa giusta!, raccontano un fenomeno in crescita che coinvolge turismo lento, aree interne e sviluppo locale.
I numeri che raccontano il 2025
Il dossier Italia, Paese di Cammini 9^ Edizione, presentato da Terre di Mezzo Editore durante Fa’ la cosa giusta!, offre una fotografia aggiornata dei cammini in Italia. La rilevazione si basa su credenziali, testimonium e 4.328 questionari raccolti tra i camminatori, con l’obiettivo di leggere in modo più preciso flussi, durata dei percorsi e ricadute sui territori.
Oltre 300 mila viandanti sui cammini italiani
Nel 2025 i viandanti stimati lungo i cammini italiani hanno raggiunto quota 300.046. La permanenza media è stata di 7,4 giorni e i pernottamenti annui generati lungo i percorsi hanno toccato 2.476.880. Sono numeri che raccontano una presenza diffusa: persone che attraversano i territori, si fermano nei paesi, utilizzano servizi, trovano ospitalità e alimentano economie locali lungo il percorso.

Il valore dei cammini nelle aree interne
Una parte rilevante di questo valore si distribuisce nelle aree interne, nei piccoli centri e nei territori che cercano occasioni di presidio e sviluppo. Qui i cammini mostrano una delle loro qualità più interessanti: portano tempo, attenzione e spesa locale in luoghi che spesso restano fuori dai flussi più concentrati del turismo tradizionale.
Una crescita che prende forma
Il confronto con l’anno precedente aiuta a leggere meglio la portata della crescita. Rispetto al 2024, i camminatori stimati aumentano del 56%. Terre di mezzo segnala anche un ampliamento della base osservata: nel 2025 i cammini censiti sono stati 250, con 160 realtà rispondenti; nel 2024 erano 160 i cammini censiti e 122 quelli che avevano fornito dati. Il quadro quindi si allarga e la misurazione diventa più solida.

L’effetto del Giubileo sui cammini verso Roma
Tra gli elementi che hanno inciso nel 2025 c’è anche il Giubileo. I cammini con Roma come meta hanno registrato una spinta evidente. Sulla Via Romea Strata, i Testimonium consegnati ai viandanti arrivati a piedi a San Pietro sono passati da 5.576 nel 2024 a 12.038 nel 2025. Il dato mostra quanto una rete di percorsi ben strutturata riesca a intercettare nuovi flussi quando incontra un grande appuntamento capace di orientare la domanda.
Chi cammina oggi in Italia
Interessante anche il profilo dei camminatori. Nel 2025 gli uomini risultano leggermente prevalenti con il 51,4%. Il 27% di chi si mette in cammino ha meno di 45 anni. Le regioni da cui provengono più viandanti sono Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna. Sono indicazioni utili per chi progetta percorsi, servizi e comunicazione, perché descrivono un pubblico ampio e in evoluzione.

La sfida ora è la capacità di costruire sul lungo termine
Per i territori, questi numeri aprono una questione precisa: non basta aprire sempre nuovi cammini e moltiplicare l’offerta. Occorre riuscire a strutturare gli itinerari, rendere sostenibili nel tempo i progetti, accompagnare la crescita numerica con qualità dell’offerta, informazione chiara, accoglienza e capacità di fare rete con gli operatori presenti sui territori. I cammini riscuotono sempre maggiore interesse da parte del pubblico, soprattutto interno. Adesso serve trasformare questi risultati in progettualità, strumenti e lavoro condiviso e richiederà sempre maggiore impegno e professionalità per trasformare i cammini da linee sulle mappe a strumenti strategici per lo sviluppo dei territori e delle comunità locali.
Leggi il dossier di Terre di Mezzo Editore con i dati 2025
Fonte dati: Report “Italia, Paese di Cammini 9^ Edizione” – Terre di Mezzo Editore 2025 –



