Un affascinante itinerario che ripercorre l’antica rotta dei pastori biellesi, trasformata oggi in un percorso ciclabile e panoramico che dal “Balcone del Biellese” conduce fino al cuore selvaggio dell’Oasi Zegna. Un viaggio tra storia, cultura alpina e paesaggi incontaminati, lungo la via che da secoli unisce la collina ai pascoli d’alta quota.
Il percorso parte da Pettinengo (700 m s.l.m.), borgo storicamente definito il “Balcone del Biellese” per la sua straordinaria posizione dominante sulle valli circostanti.
La prima parte del percorso si snoda lungo una strada asfaltata piacevole, poco frequentata dal traffico e ombreggiata da rigogliosi castagni secolari. Si attraversano i caratteristici abitati di Selve Marcone, Callabiana e Camandona, arrivando fino al suggestivo Santuario del Mazzucco.
Dal Santuario il fondo diventa sterrato. La pista, altamente panoramica, si addentra nel cuore dell’Oasi Zegna. Oltrepassato il ponte sul torrente Dolca, la carrozzabile sale costantemente fino a raggiungere i 1.500 metri dell’Alpe Peccia.
Ad accogliere i viaggiatori all’alpeggio si trova la mandria al pascolo durante la stagione estiva e un rifugio aperto tutto l’anno.
La transumanza non è un semplice spostamento di animali, ma una pratica millenaria riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità. Nel Biellese, muovere le mandrie lungo i corsi d’acqua di fondovalle era un tempo pericoloso a causa delle piene improvvise; Pettinengo divenne così un “paese di soglia” fondamentale, una via di mezza costa sicura che garantiva il passaggio dalle pianure vercellesi e pavesi fino ai pascoli alti.
Il legame tra Pettinengo e questa tradizione è così viscerale da averne segnato persino i confini geografici: il comune possiede infatti un’immensa enclave d’alta quota di circa 476 ettari nell’Alta Val Sessera: l’Alpe Peccia (la Pixinula in antichi documenti del 1213). Qui la comunità di Pettinengo trascorreva i mesi estivi dedicandosi all’alpeggio e alla produzione del celebre formaggio Maccagno, per poi fare rientro a valle in autunno dopo un ciclo di oltre tre mesi.
“Al segnale di mio padre […] che pronunciava un semplice ‘andumà’, il gregge si metteva in moto: mucche, capre, pecore, galline e maiali, scortati da cani da pastore, si incamminavano lungo i tornanti […] al suono delle campanelle al collo degli animali.”
— Ricordo di Delma Lanza, figlia del pastore “Peru Rus”
| Tipo di bici | Gravel, MTB |
| Lunghezza | 27.6 km |
| Difficoltà tecnica | |
| Difficoltà fisica | |
| Dislivello in salita | 1212 m |
| Dislivello in discesa | 561 m |
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