Una salita iconica nella Valle dell’Orco, su asfalto puro, verso la conca glaciale più alta d’Europa.
Il Colle del Nivolet è l’ascesa più ambita e frequentata del Gran Paradiso, e chi l’ha percorsa almeno una volta capisce subito perché. A 2.610 metri di quota, nel cuore del primo Parco Nazionale italiano, il Nivolet non è solo un traguardo altimetrico: è un luogo dove la montagna smette di essere sfondo e diventa protagonista assoluta. Il percorso è interamente asfaltato e adatto a “stradisti” allenati, con un fondo che consente di concentrarsi sul respiro, sul ritmo e sul paesaggio che si trasforma metro dopo metro.
La Valle dell’Orco è la cornice di tutta la salita, e il punto di partenza determina la dimensione dell’impresa. Chi parte da Cuorgnè, a circa 400 metri di quota, affronta 38 chilometri prima di raggiungere Ceresole Reale, da cui inizia il tratto finale verso il Colle. Chi parte da Locana, a circa 600 metri, riduce leggermente la distanza ma non l’intensità. Chi parte da Ceresole Reale si concentra sugli ultimi 16 chilometri con 1.030 metri di dislivello: meno strada, ma nessuna concessione. In tutti i casi la meta è una sola, e la valle che si risale è sempre la stessa.
Le pendenze si attestano tra il 7 e il 12%, con una continuità che non lascia tregua ma nemmeno sorprende: il Nivolet è una salita onesta, che dice sempre la verità. Dal lago di Ceresole si sale quasi senza interruzioni, salvo un breve tratto di piano in prossimità del lago Agnel, a quota 2.275 metri, dove il respiro trova un attimo di sollievo prima della parte finale. Sopra il lago Agnel si trova il punto panoramico del Belvedere, con la vista sulla catena del Gran Paradiso: uno di quei momenti in cui si smette di pedalare non perché si deve, ma perché si vuole guardare.
Nei dintorni del lago Serrù, a quota 2.250 metri il paesaggio raggiunge la sua forma più estrema e silenziosa: i meandri della Dora formano la torbiera più alta d’Europa, con ambienti acquatici che ospitano la rana temporaria e molte specie vegetali rare. In estate, nelle domeniche di luglio e agosto il tratto dal lago Serrù alla vetta è chiuso al traffico motorizzato dalle 9 alle 18: circa sei chilometri percorribili solo a piedi, in bicicletta o con i bus navetta. Per chi arriva in sella, è il regalo finale di una salita già straordinaria.
Arrivare al Nivolet in bicicletta non è una questione di record o di classifiche. È la soddisfazione semplice e fisica di aver guadagnato un posto che la maggior parte delle persone raggiunge in auto, di aver visto la Valle dell’Orco scorrere lentamente sotto le ruote, di essersi fermati dove la strada finisce e inizia qualcosa d’altro.
| Tipo di bici | Strada |
| Lunghezza | 56 km |
| Difficoltà tecnica | |
| Difficoltà fisica | |
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