L’Anfiteatro Morenico di Ivrea, tra castelli, torbiere e paesaggi forgiati dal ghiaccio.
L’Anello della Morena Ovest è il percorso principale di una rete di itinerari outdoor che esplora uno dei paesaggi geologici più singolari del Piemonte: l’Anfiteatro Morenico di Ivrea, modellato più di centomila anni fa dal Ghiacciaio Balteo. Ventiquattro chilometri su fondo prevalentemente sterrato, con tratti sassosi e qualche salita ripida ma breve, per un dislivello complessivo di circa 300 metri: un itinerario di difficoltà intermedia, adatto a chi va in mountain bike con buona gamba e un minimo di tecnica, ma percorribile anche a piedi e a cavallo.
Il tracciato è un anello e può essere affrontato in entrambi i sensi, con partenza da qualsiasi punto del percorso. Tocca i borghi di Agliè, Bairo, Torre Canavese, Silva e Vialfré, attraversando un territorio dove la storia è ovunque: nei centri storici di origine medievale, nelle chiese romaniche e barocche, nei piloni votivi che punteggiano le campagne — ogni paese ne conta almeno una quindicina — e nelle piccole cappelle o ruderi nascosti tra i boschi, alcuni dei quali risalenti all’anno Mille.
Ad Agliè il percorso passa ai piedi del Castello Ducale, dal 1997 patrimonio UNESCO e forse l’opera architettonica più significativa dell’intero Canavese: nato come edificio fortificato medievale, si è trasformato nel tempo in residenza reale dei Savoia, con un parco che da solo vale la sosta. A Torre Canavese invece è la pittura a sorprendere: il paese ospita una collezione di quadri di arte russa, molti dei quali esposti direttamente sulle facciate delle case, oltre a una pinacoteca interna.
Il paesaggio naturale non è da meno. Lungo il percorso si incontrano il Lago Paolet, un piccolo specchio d’acqua intramorenico che i dialetti locali chiamano “piccola palude” e che ospita tra le altre specie il Pelobate fosco insubrico, un piccolo rospo a rischio di estinzione oggetto di un progetto europeo di conservazione; e la torbiera di San Giovanni, un sito di interesse comunitario, nata dalla fusione dei ghiacci e dall’accumulo di secoli di vegetazione acquatica. Dal punto panoramico sulla cresta delle “Mura”, con il tempo limpido, si apre una vista che spazia dalla cerchia morenica verso il Mombarone e l’imbocco della Valle d’Aosta a nord, fino allo scaricatore morenico del Rio Gurgo a sud.
Pannelli geologici disseminati lungo tutto il tracciato raccontano l’evoluzione di questo territorio con un linguaggio accessibile, trasformando ogni pausa in una piccola lezione di geografia. L’Anello della Morena Ovest è un percorso che non chiede di andare veloci: chiede di guardare, di fermarsi, di lasciare che il paesaggio racconti da sé.
| Tipo di bici | MTB |
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