Metti un piccolo paese di media montagna, posto in felice posizione in una valle dal nome suggestivo, a una cinquantina di chilometri da Torino, facilmente raggiungibile salendo da Cuorgnè in un paesaggio dolce di pascoli e boschi. Metti poi una piola (così si chiamano le osterie in Piemonte), elemento di aggregazione di tutta la piccola comunità, dove si beve e si mangia in compagnia, intorno alla stufa d’inverno, nel dehors, tra i gerani fioriti in estate. Metti poi una consolidata tradizione musicale, che in Canavese ha dato vita a numerose società filarmoniche, a rinomate bande musicali, a formazioni di soli ottoni, i quintët, con il loro repertorio di polke e mazurche, classici brani nei quali però non di rado ci scappava l’improvvisazione. In Canavese la musica scorre nel sangue di musicisti perlopiù autodidatti, senza formazione accademica, tanto che proprio ai piedi delle Alpi si è creata una insolita consonanza con i ritmi provenienti da Chicago e dintorni. Su questo terreno fertile ha così preso vita, dal 2013, l’unico blues festival del Canavese, il Borgiallo Blues Festival, giunto nel 2026 alla sua undicesima edizione.

Borgiallo blues
Il paese è poco più di una manciata di case sparse tra i prati, con circa 600 abitanti, nel cuore della Valle Sacra, breve valle alpina che deve il nome al grande numero di cappelle campestri e piccoli santuari, tra cui il più noto è Santa Elisabetta, sulle pendici del monte Quinzeina, che domina la valle. Un luogo ameno, Borgiallo: chi ci arriva trova un mosaico di boschi e prati e un paesaggio rurale che un paio di aziende agricole, Cascina Amaltea (formaggi di capra, piccoli frutti), La Cantella (ortaggi, frutta, conserve) contribuiscono a mantenere. Un luogo tranquillo, insomma, e decisamente fuori dalle rotte battute del turismo, che però nel secondo sabato di luglio si trasforma.
Dura solo un giorno il Festival Blues di Borgiallo, con un copione ben sperimentato in oltre dieci anni di attività: si comincia la mattina, con i banchetti dove trovare rari vinili e – fianco a fianco – tome e ricotte, conserve e confetture, eccellenze del territorio. E poi ci sono laboratori e attività ludiche per i bambini. La biblioteca comunale rimane aperta, per chi volesse approfondire con la ricca rassegna di testi dedicati al blues. Alla birreria La Piola si capisce subito che la musica è di casa e si mangia un boccone mentre proprio di fronte si esibiscono gli artisti. I concerti principali, con formazioni italiane e straniere, cominciano dalle prime ore del pomeriggio e terminano la notte con una jam session che coinvolge tutti i musicisti, nell’ampio spazio di piazza Severino Trucano.

Sentieri e musica
Il festival si è fermato solo negli anni della pandemia COVID, ma a Borgiallo non sono stati con le mani in mano. La pausa è servita a riappropriarsi di una fetta del territorio, ripristinando, grazie al lavoro di volontari del paese e della valle, un sentiero ad anello che tocca alcune delle frazioni e i castagneti che circondano l’abitato, ricostruendo anche i piccoli ponti sul rio Toa. È un sentiero facile, adatto davvero a tutti, per trascorrere un’ora o poco più al fresco del bosco, ed è percorribile in ogni stagione. Tutte le informazioni, i dati tecnici e le tracce GPS si trovano qui.
Ma la specialità del sentiero, che è perfettamente segnato, sono le quattro postazioni dove, leggendo un QR code con il proprio smartphone, è possibile ascoltare alcuni brani cardine della storia del blues, scelti e commentati da Edoardo Fassio aka Catfish, giornalista e scrittore, tra i massimi esperti del blues e del canto popolare afroamericano.

Il 29 marzo 2026 lo abbiamo percorso nell’ambito di un evento (progetto Terre di saperi e mestieri) organizzato da Movimento Lento e assai partecipato: guarda il video realizzato in quell’occasione.